Nel 2026, ci sono almeno cinque bonus concreti e accessibili che possono alleggerire significativamente le spese famigliari.
Il Bonus vista è un voucher una tantum del valore di 50 euro, riservato a chi ha un ISEE inferiore ai 10.000 euro, da utilizzare per l’acquisto di occhiali da vista o lenti a contatto correttive. La domanda si presenta interamente online sulla piattaforma dedicata del Ministero della Salute, accedendo tramite SPID, CIE o CNS. Il contributo è disponibile fino a esaurimento delle risorse stanziate, il che rende la tempestività nella presentazione della domanda un fattore decisivo.
Il Bonus acqua potabile consiste in un credito d’imposta del 50% sulle spese sostenute per l’installazione di sistemi di filtraggio, mineralizzazione o raffreddamento dell’acqua del rubinetto. Per i privati, il tetto massimo di spesa ammissibile è fissato a 1.000 euro, con un rimborso che può arrivare quindi fino a 500 euro. La misura nasce con un obiettivo dichiaratamente ambientale – ridurre il consumo di plastica monouso. Per beneficiarne, è necessario comunicare l’acquisto all’Agenzia delle Entrate entro il 28 febbraio dell’anno successivo a quello in cui è avvenuta la spesa.
Il bonus rifiuti è utilizzabile da chi ha un ISEE entro i 9.530 euro – soglia che sale a 20.000 euro per i nuclei familiari con almeno quattro figli a carico. Detto bonus consiste in una riduzione sulla TARI, la tassa comunale sui rifiuti, che in alcuni casi può arrivare fino all’80% dell’importo dovuto.
Il meccanismo, però, non è uniforme su tutto il territorio nazionale: mentre in alcuni Comuni lo sconto viene applicato automaticamente a fronte della presentazione della DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica), in molti altri è necessario presentare una domanda specifica all’Ufficio Tributi. L’agevolazione, inoltre, non è permanente: va rinnovata ogni anno aggiornando l’attestazione ISEE.
Il bonus affitti è previsto per i giovani under 31 e consiste in una detrazione fiscale per chi ha un reddito complessivo non superiore a 15.458,12 euro. Si possono recuperare fino a 2.000 euro all’anno per i primi quattro anni di locazione. A differenza di altri bonus, questo non richiede alcuna domanda preventiva: è sufficiente indicare nella dichiarazione dei redditi i canoni pagati e i dati del contratto di affitto regolarmente registrato.
Infine, vi è il bonus per chi ha animali domestici consistente in uno sconto fiscale sulle spese veterinarie che danno diritto a una detrazione IRPEF del 19%, calcolata però sulla quota eccedente una franchigia di 129,11 euro, fino a un tetto massimo di spesa di circa 550 euro. La condizione indispensabile per non perdere il beneficio è conservare tutta la documentazione: fatture e ricevute di pagamento effettuato con strumenti tracciabili – bancomat, carta di credito o bonifico – da esibire al momento della dichiarazione dei redditi.



