Procedura di calcolo ed effetti sulla pensione degli aumenti dell’ultimo contratto collettivo applicabile
· SIULP - Sindacato Italiano Unitario Lavoratori di Polizia

Procedura di calcolo ed effetti sulla pensione degli aumenti dell’ultimo contratto collettivo applicabile
Ci scrive un pensionato del comparto sicurezza chiedendo chiarimenti in ordine all'aumento del CCNL 2022/2024 convertito dall’INPS in pochi centesimi di aumento sulla pensione e zero nella buonuscita. In particolare, chiede lumi in relazione al contenuto della risposta, ricevuta dall’istituto, nella quale si sostiene che “si è provveduto a disapplicare il miglioramento contrattuale con la relativa decorrenza giuridica poiché peggiorativo rispetto alla perequazione prevista per legge”.
L'INPS applica sempre l'aumento contrattuale (CCNL) qualora il rinnovo copra il periodo in cui si è ancora in servizio, ma l'effetto finale sulla pensione può essere azzerato o ridotto a causa del meccanismo di assorbimento e della perequazione.
Non si tratta di una scelta arbitraria dell'INPS, bensì dell'applicazione di precise regole previdenziali e giurisprudenziali.
Quando viene rinnovato un CCNL in ritardo, la Pubblica Amministrazione o il datore di lavoro aggiorna lo stipendio teorico che avresti dovuto percepire alla data di cessazione dal servizio (procedura chiamata "ultimo miglio") e invia i dati all'INPS che inserisce i nuovi aumenti contrattuali nella quota di pensione, determinando un nuovo importo base (più alto) a partire dalla data di decorrenza del pensionamento.
Tuttavia, negli anni successivi al pensionamento, lo Stato ha già incrementato la pensione originaria usando la perequazione automatica (l'adeguamento all'inflazione ISTAT).
Se l'importo della vecchia pensione, rivalutato anno dopo anno con l'inflazione (perequazione), risulta superiore alla somma della nuova pensione base (aggiornata con il CCNL) a cui si applica la perequazione calcolata sui nuovi importi, l'INPS applica il principio del trattamento più favorevole.
In parole semplici: gli aumenti del CCNL vengono "assorbiti" dalla perequazione che hai già percepito nel tempo se questa è stata più vantaggiosa dell'aumento tabellare del contratto. Di conseguenza, l'assegno mensile non subisce variazioni al rialzo perché si sta già percependo l'importo più alto possibile tra i due calcoli.
Spettano sempre e comunque gli arretrati sullo stipendio per il periodo che va dalla decorrenza dell'aumento contrattuale fino al giorno dell’effettivo pensionamento.
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Cumulabilità della pensione privilegiata con uno stipendio corrisposto da una P.A.


