Richiesta di intervento Distribuzione del gilet tattico e dei dispositivi di protezione individuale

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Distribuzione del gilet tattico e dei dispositivi di protezione individuale per il personale impiegato nei servizi di controllo del territorio – Richiesta di intervento

Riportiamo il testo della nota inviata all’Ufficio Relazioni Sindacali il 15 luglio u.s., dalla Segreteria Nazionale:

“Raccogliendo le segnalazioni pervenute da diverse Segreterie Provinciali che stanno seguendo in maniera diretta l’iter della distribuzione del nuovo gilet tattico e dei dispositivi di protezione individuale per il personale dei servizi di controllo del territorio, è opportuno portare all’attenzione di codesto Ufficio un primo riscontro delle problematiche finora verificate. Ciò, affinché si possa trovare una risposta unitaria, piuttosto che frammentata a livello locale.

È doveroso riconoscere che l’introduzione di questa dotazione rappresenta un passo atteso da tempo e il risultato di storiche rivendicazioni sindacali, e come tale va accolto con favore. Tuttavia, le modalità attuate fino ad ora stanno causando, in diverse realtà territoriali, disagi concreti che potrebbero compromettere l’obiettivo e non garantire una protezione adeguata a chi lavora quotidianamente sul campo.

La prima criticità riguarda l’impatto dell’uso prolungato del dispositivo sulle condizioni fisiche degli operatori, specialmente nei mesi estivi. È stato riportato che l’uso continuativo del jacket a diretto contatto con la divisa, per l’intero turno di servizio e in condizioni di caldo intenso, provoca una sudorazione eccessiva che porta a spossatezza, cali di pressione e rischio di malanni da sbalzo termico quando l’operatore rientra in ambienti climatizzati o si espone al vento durante gli spostamenti in auto.

A questo si aggiunge un problema legato alla dignità professionale, poiché l’impossibilità di cambiare la divisa durante il turno mette il personale, che rappresenta lo Stato di fronte ai cittadini, in una situazione di decoro compromesso.

Un dispositivo di protezione, sebbene necessario, non dovrebbe mai diventare un rischio per la salute di chi lo indossa. È quindi fondamentale che l’Amministrazione prenda in considerazione con urgenza soluzioni tecniche e organizzative che possano unire protezione e reale sostenibilità nell’uso quotidiano, soprattutto durante la stagione calda.

È essenziale avviare una valutazione tecnica sui materiali attualmente in uso per individuare soluzioni più sostenibili dal punto di vista climatico e igienico-sanitario.

Un ulteriore punto da segnalare riguarda la quantità di presidi assegnati. In diverse questure, i gilet distribuiti sono stati calcolati in modo eccessivamente rigido, basandosi solo sul numero degli operatori stabilmente assegnati al servizio di Volante, senza considerare la naturale rotazione del personale dovuta a congedi, riposi, malattie e corsi di aggiornamento. Questo ha portato a una dotazione insufficiente, esponendo al rischio anche i colleghi che devono sostituire i titolari assenti, con la stessa esposizione operativa.

Il gilet tattico, così come i caschi e i giubbotti utilizzati dai Reparti Mobili, non può essere considerato come una dotazione di reparto da condividere o da passare di mano tra più dipendenti.

Si tratta di un dispositivo che deve adattarsi alla corporatura di ciascun operatore per garantire una corretta sistemazione dell’equipaggiamento. Per ovvi motivi igienico-sanitari, non può essere scambiato tra i lavoratori dopo ore di utilizzo, sudorazione e stress operativo.

A complicare le cose, c’è poi la situazione del personale non assegnato stabilmente al controllo del territorio. In alcune realtà, dove la mancanza cronica di personale rende necessario l’impiego quotidiano di operatori temporanei o non permanenti nei turni di controllo, la fornitura è stata limitata solo agli operatori con impiego stabile, lasciando i colleghi senza una copertura individuale. Questo ha portato, come già segnalato da diverse strutture provinciali del SIULP, alla necessità di attingere alla scorta strategica pensata per le emergenze, qualora consistente, per coprire il fabbisogno ordinario, svuotando così le riserve proprio quando sarebbe necessario affrontare nuovi arrivi di personale o i rinforzi estivi.

La sicurezza non distingue tra impiego stabile e temporaneo, per cui ogni operatore impegnato nel controllo del territorio dovrebbe avere a disposizione un equipaggiamento personale, indipendentemente dal proprio status contrattuale o dalla durata dell’assegnazione.

Dunque, considerato quanto emerso dalle varie articolazioni territoriali del SIULP, si chiede di procedere a una revisione dei criteri numerici e distributivi finora adottati, garantendo a ciascun ufficio, questura o commissariato, una dotazione adeguata al numero di operatori che, a qualsiasi titolo e con qualsiasi forma di assegnazione, svolgono servizio di controllo del territorio.    

Si richiede inoltre di fornire indicazioni chiare e uniformi a livello nazionale, per evitare che le singole realtà locali siano costrette a soluzioni improvvisate che, come già dimostrato in altri contesti, potrebbero rivelarsi peggiori del problema che si cerca di risolvere.

In attesa di un cortese cenno di riscontro, l’occasione è propizia per inviare distinti saluti.

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