Indennità di Bilinguismo – Irragionevole ritardo nell’adeguamento con gli aumenti previsti dai contratti di lavoro. Intimazione ad adempiere
Riportiamo il testo della lettera inviata all’Ufficio Relazioni Sindacali il 15 giugno 2026, dalla Segreteria Nazionale:
“Come noto l’indennità di bilinguismo è un emolumento accessorio di natura retributiva, rivalutato periodicamente con il rinnovo del CCNL Funzioni Centrali. È riconosciuta al personale che presta servizio nelle province di Bolzano e – limitatamente a specifici ambiti lavorativi – di Trento e viene corrisposta in ragione dell’attestata conoscenza della lingua tedesca e in misura non superiore al livello previsto per il titolo di studio richiesto per l’accesso alla qualifica professionale posseduta.
Analoga previsione, pur con alcune differenze strutturali, vige anche per il personale in servizio in Valle D’Aosta, con l’ovvia peculiarità costituita dal presupposto dell’accertata conoscenza della lingua francese.
In buona sostanza allo stato, secondo quanto abbiamo avuto modo di verificare dalla consultazione di alcuni cedolini stipendiali presi a campione, vengono ancora applicati gli importi stabiliti con il CCNL del Comparto Funzioni Centrali del quadriennio 2006/2009, nonostante i ben due aumenti successivi portati dal CCNL 2019/2021 e dal CCNL 2022/2024.
La tabella riepilogativa che segue consente di comprendere meglio la progressione impressa dalle dinamiche contrattuali che, come detto, non risulta essere stata applicata.
In concreto, prendendo ad esempio il livello B2, che è quello riconosciuto alla più parte degli operatori, a partire da quelli del ruolo degli Agenti ed Assistenti che posseggono la prescritta certificazione di conoscenza linguistica, per effetto della mancata attribuzione dell’aumento in narrativa risultano essere ad oggi maturati arretrati pari ad euro 362,64 per il periodo che va dal 1.1.2022 al 31.12.2023 (euro 15,11 al mese per 24 mensilità); di euro 902,19 per il periodo che va dal 1.1.2024 al 31.5.2026 (euro 31,11 al mese per 29 mensilità) e quindi, complessivamente, di euro 1.264,83.
Per quanto le consuete farraginosità amministrative possano comportare ritardi nell’allineamento agli aumenti contrattuali crediamo difficile poter giustificare tempi di lavorazione così dilatati, soprattutto tenendo conto del fatto che tutti gli altri istituti retributivi sono stati da tempo aggiornati ai nuovi importi.
Considerato che quanto rappresentato, per ciò che a noi consta, vale anche per tutti gli altri appartenenti al Comparto di riferimento, parliamo di qualche migliaio di dipendenti che dalla mancata tempestiva erogazione di quanto già appostato sui capitoli di bilancio subiscono un evidente, tangibile danno.
In pari tempo va denunciato l’indebito arricchimento della Pubblica Amministrazione, che si giova degli interessi maturati che in una prospettiva di scala – qualche milione di euro di capitale immobilizzato per svariati anni – sono tutt’altro che marginali.
Non essendo a questo punto da escludere iniziative di natura giurisdizionale per azionare quanto rivendicato, con oneri accessori per spese di lite ed interessi, siamo ad intimare un quanto più sollecito adempimento degli incombenti prodromici alla stabilizzazione degli invocati aumenti, nonché a chiedere siano rese esplicite le ragioni – sempre che ve ne siano – all’origine dell’irragionevole dilatazione delle procedure, che potrebbero anche essere individuate in capo ad altri Ministeri.
Si resta in attesa di un riscontro che, data la delicatezza della questione, si auspica venga fornito con ogni consentita urgenza. …”







