Istituzione dei Tavoli provinciali per la prevenzione e la gestione delle situazioni di disagio per la salvaguardia della salute psicosociale del personale della Polizia di Stato.
A) PREMESSA
Da diversi anni l’Amministrazione è fortemente impegnata nella promozione del benessere e della salute psicosociale del personale della Polizia di Stato, dando impulso a numerose iniziative, anche di carattere normativo, finalizzate a potenziare le strategie di prevenzione e gestione del malessere psicologico e a dotarsi di strumenti sempre più efficaci per la comprensione e il governo dei fenomeni di disagio.
Tale prospettiva richiede una rinnovata e convinta azione corale da parte di tutti e, in particolare, di coloro che a diversi livelli – dirigenti e non – sono chiamati a gestire il personale nei vari contesti lavorativi e operativi, nell’ottica di creare le condizioni più adeguate affinché il personale stesso possa affrontare al meglio eventuali momenti di difficoltà e concorrere, comunque, allo svolgimento efficace dei compiti istituzionali a favore della collettività, evitando quindi – come già evidenziato in precedenti circolari – di disperdere professionalità e patrimoni di esperienza, che costituiscono alcune delle più rilevanti risorse dell’istituzione.
In tale quadro, si pongono, tra le iniziative avviate, l’introduzione dell’articolo 48-bis del decreto del Presidente della Repubblica d.P.R. n. 28 ottobre 1985, n. 782, nonché l’istituzione, a deconere dal 2019, del Tavolo per la prevenzione e la gestione delle situazioni di disagio per la salvaguardia della salute psicosociale del personale della Polizia di Stato.
In particolare, il predetto Tavolo, co-presieduto dal Direttore centrale per gli affari generali e le politiche del personale della Polizia di Stato e dal Direttore centrale di sanità e composto, tra l’altro, da rappresentanti delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative a livello nazionale, svolge, in sintesi, funzioni di monitoraggio, analisi e proposta in materia di prevenzione e gestione del disagio psicosociale1, come puntualmente disciplinato dal recente decreto dello scrivente del 20 giugno 2025, che si allega per pronto riferimento (allegato 2), che ha apportato talune novità rispetto ai precedenti decreti, quali, tra l’altro, l’introduzione – tra i componenti di tale consesso – di un rappresentante della Direzione Centrale dei servizi tecnico-logistici e della gestione patrimoniale e la convocazione su base quadrimestrale.
Inoltre, si rappresenta che, ad esito delle attività del suddetto organismo e del costruttivo confronto con le organizzazioni sindacali, è emersa l’esigenza di rafforzare ulteriormente il sistema di prevenzione in questione, attraverso, in particolare, l’istituzione a livello territoriale di Tavoli provinciali per la prevenzione e la gestione delle situazioni di disagio per la salvaguardia della salute psicosociale del personale della Polizia di Stato, quali organismi di raccordo con il Tavolo nazionale, chiamati a svolgere funzioni coerenti con quelle del medesimo organismo centrale.
B) ISTITUZIONE DEI TAVOLI PROVINCIALI
In relazione alla valenza strategica dell’iniziativa proposta, le SS.LL. vorranno procedere, con proprio provvedimento, all’istituzione dei Tavoli provinciali presso le rispettive Questure, secondo le modalità di seguito indicate:
- PRESIDENZA:
- gli organismi dovranno essere presieduti ordinariamente dalle SS.LL., con facoltà di delega ai Sigg. Vicari;
- COMPOSIZIONE:
- dovrà essere prevista una composizione “obbligatoria”, comprendente i seguenti componenti (con la possibilità di nominare eventuali supplenti):
- il dirigente dell’ufficio del personale;
- il dirigente dell’ufficio tecnico-logistico;
- il dirigente dell’ufficio sanitario provinciale;
- il funzionario tecnico psicologo con la qualifica più elevata tra quelli in servizio presso la Questura, precisandosi che, laddove mancassero funzionari tecnici psicologi, potrà essere invitato a partecipare un funzionario in servizio presso la Questura o l’istituto di istruzione più vicini;
- i rappresentanti designati da ciascuna delle Organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative a livello provinciale;
- in relazione, poi, alle tematiche o problematiche da trattare, potranno essere chiamati a partecipare di volta in volta – in una composizione “allargata” – i dirigenti degli altri Uffici con sede nella provincia;
FUNZIONI E ATTIVITÀ:
- i Tavoli provinciali, oltre a fungere da raccordo con il Tavolo nazionale, opereranno quali strumenti di “consulenza” del Questore, chiamati a svolgere, come detto, funzioni coerenti con quelle dell’organismo centrale e declinate secondo criteri di prossimità, operatività e responsabilizzazione territoriale, nella finalità di valorizzare la conoscenza diretta dei contesti organizzativi locali;
- essi vanno intesi, dunque, quali sedi di studio, analisi e confronto, con la finalità di prevenire, intercettare tempestivamente e gestire le situazioni di disagio psicosociale del personale della Polizia di Stato a livello territoriale, nel rispetto delle competenze attribuite al citato Tavolo nazionale e ovviamente degli Uffici centrali o territoriali competenti a risolvere eventuali problematiche rilevate, nella considerazione che deve essere naturalmente esclusa la trattazione di singoli casi individuali – che continuano ad essere gestiti nei diversi aspetti secondo le procedure normative e regolamentari vigenti – e che deve essere garantito il rispetto delle disposizioni in materia di trattamento dei dati personali;
- più in particolare, ai Tavoli sono demandati i seguenti compiti a livello provinciale:
- monitorare, a livello territoriale, le situazioni di disagio psicosociale del personale della Polizia di Stato, anche con riferimento a specifici contesti lavorativi e operativi, allo scopo di prevenire e gestire tali situazioni;
- promuovere e sviluppare percorsi di sensibilizzazione del personale della Polizia di Stato e dei responsabili degli uffici, favorendo la diffusione delle iniziative intraprese e delle buone prassi in materia, al fine di accrescere la conoscenza dei fenomeni in argomento, dei fattori di rischio e delle possibili concause;
- proporre modalità di intervento a sostegno del personale vittima di eventi critici di servizio o comunque esposto in misura significativa a fattori di rischio riferibili a situazioni di disagio che possano o meno sorgere in attività di servizio;
- formulare proposte organizzative volte a prevenire, ridurre o eliminare situazioni di disagio rilevate negli ambiti di competenza, anche mediante il coinvolgimento degli Uffici competenti;
- avviare ogni altra iniziativa ritenuta utile in materia;
PERIODICITÀ DELLE RIUNIONI:
- i Tavoli provinciali dovranno essere convocati a cura delle 88.LL. con cadenza quadrimestrale, ferma restando l’opportunità di convocazioni urgenti per casi specifici, anche a seguito di richiesta in tal senso da parte dei componenti;
RACCORDO CON IL TAVOLO NAZIONALE E GLI UFFICI CENTRALI – RESOCONTI DELLE RIUNIONI:
• i Tavoli provinciali opereranno, come detto, in raccordo con il Tavolo nazionale, assicurando un flusso informativo ordinato e coerente con la Direzione centrale per gli affari generali e le politiche del personale della Polizia di Stato e con la Direzione centrale di sanità, nel più rigoroso rispetto delle disposizioni in materia di trattamento dei dati personali e fermi restando gli ordinari flussi comunicativi e le competenze degli uffici;
- il raccordo in argomento si articola su due livelli:
- flusso informativo ordinario, mediante la trasmissione alle due citate Direzioni centrali di una relazione sintetica con cadenza annuale, contenente di massima: l’analisi delle principali aree di attenzione emerse, le iniziative adottate e le buone prassi sviluppate, nonché gli indicatori di trend in forma aggregata e anonima;
- flusso informativo straordinario, limitato alla segnalazione tempestiva delle criticità di particolare rilevanza che presentino carattere sistemico o ricorrente oppure eccedano le competenze provinciali ovvero rendano necessario un intervento di indirizzo od organizzativo di livello centrale.
Non sfugge alle SS.LL. e a tutti gli Uffici che leggono per conoscenza la rilevanza della presente direttiva, che si riconnette alla delicatezza e alla valenza della materia in esame, nella finalità precipua di garantire al personale le migliori condizioni per lo svolgimento della propria attività lavorativa e di assicurare conseguentemente il più efficace esercizio delle complesse funzioni dell’istituzione, evidenziandosi comunque che la cura dell’organizzazione del lavoro, delle relazioni professionali e dei contesti operativi costituisce essa stessa una primaria forma di tutela della persona.
In tale prospettiva, la prevenzione del disagio psicosociale non si esaurisce nell’adozione di misure di supporto, ma si realizza anche attraverso una costante attenzione alla qualità delle scelte organizzative, alla responsabilità diffusa nella gestione del personale e alla capacità dei livelli di comando di intercettare e governare le “fragilità” prima che esse si traducano in situazioni di disagio.
In relazione a ciò, si sottopone la presente alle SS.LL. per l’immediata e puntuale applicazione, con preghiera per tutti di darne la massima diffusione al personale dipendente e di formulare anche proposte per rendere il sistema di tutela del personale sempre più effettivo.
1 In particolare, il Tavolo svolge le seguenti funzioni e attività:
- raccoglie i dati necessari per il monitoraggio del disagio tra gli appartenenti alla Polizia di Stato, confrontandoli, laddove possibile, anche con i dati riferiti all’intera popolazione nazionale, proponendo anche specifici progetti di ricerca per l’individuazione e la costruzione di strumenti utili ad accrescere la conoscenza di tali fenomeni, dei fattori di rischio e delle possibili concause;
- redige e trasmette agli uffici competenti prospetti informativi analitici contenenti i dati necessari per condividere i risultati delle ricerche conoscitive del fenomeno;
- effettua, coordina e raccorda studi e ricerche volti ad approfondire la valutazione dell’eventuale maggiore incidenza del disagio in alcuni specifici ambiti di attività della Polizia di Stato;
- alla luce dei risultati degli studi, delle ricerche e dei confronti suddetti, nell’ambito delle procedure di selezione del personale, individua le modalità più idonee per arricchire di ulteriori strumenti valutativi l’accertamento dell’idoneità psichica e attitudinale;
- sviluppa percorsi di sensibilizzazione del personale e dei responsabili degli uffici, reparti e istituti della Polizia di Stato ai fini della prevenzione e del tempestivo riconoscimento di situazioni di disagio;
- persegue il potenziamento degli strumenti volti al monitoraggio e alla valutazione del fenomeno del disagio nell’ambito dei corsi di formazione iniziale;
- propone ricerche volte al benessere del personale e a prevenire e gestire eventuali situazioni di disagio riconducibili o meno alle attività istituzionali, proponendo, se opportuno, linee guida per la selezione, l’orientamento e l’impiego delle risorse umane;
- propone modalità di intervento per il sostegno del personale vittima di eventi critici di servizio, o comunque esposto in misura significativa a fattori di rischio riferibili a situazioni di disagio che possano o meno sorgere in attività di servizio
Precisazione.
Si fa riferimento alla circolare concernente l’istituzione del Tavoli provinciali per la prevenzione e la gestione delle situazioni di disagio per la salvaguardia della salute psicosociale del personale della Polizia di Stato.
Al riguardo, si precisa che al paragrafo B), relativo all’“ISTITUZIONE DEI TAVOLI PROVINCIALI”, sotto la voce “COMPOSIZIONE”, al primo punto, la proposizione “z rappresentanti designati da ciascuna delle Organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative a livello provinciale “, deve essere intesa come “z rappresentanti provinciali di ciascuna delle Organizzazioni sindacali rappresentative a livello nazionale”.



