Dal decorso mese di marzo non è più obbligatorio conservare, per dieci anni, le ricevute cartacee dei pagamenti effettuati con Pos.
Il principio è contenuto nell’art. 8 del decreto Pnrr approvato dal Consiglio dei ministri il 29 gennaio scorso che introduce la digitalizzazione delle ricevute Pos con l’aggiornamento del sistema che consentirà un’integrazione tra i dati dei pagamenti elettronici e quelli dei corrispettivi trasmessi telematicamente garantendo la tracciabilità delle operazioni e rendendo superflua la conservazione materiale della ricevuta cartacea emessa dal Pos. Per dimostrare l’avvenuto pagamento, saranno sufficienti:
- la documentazione bancaria (estratti conto, movimenti carta);
- le comunicazioni inviate da banche e intermediari finanziari;
- i tracciati digitali contenenti i dati della singola operazione.
Non a caso, il decreto Pnrr stabilisce espressamente che tali comunicazioni, anche in formato elettronico, potranno sostituire la ricevuta cartacea, a patto che contengano tutte le informazioni relative alla transazione e siano pienamente consultabili.
La novità riguarderà esclusivamente la ricevuta Pos, mentre resteranno pienamente obbligatori scontrini fiscali, ricevute fiscali e fatture. Il motivo è semplice: scontrino o fattura continuano a essere il documento fiscalmente rilevante, che certifica l’operazione ai fini IVA e delle imposte dirette. Mentre, come sopra accennato, il “talloncino” del Pos è solo la prova del mezzo di pagamento utilizzato.
Un altro punto particolarmente rilevante per i contribuenti riguarda le detrazioni fiscali nel modello 730. In molti casi, ad es. per spese sanitarie o altre spese detraibili, la legge richiede che il pagamento sia effettuato con strumenti tracciabili. Fino ad oggi, per prudenza, molti contribuenti conservavano sia lo scontrino sia la ricevuta Pos. Ebbene, con le nuove regole del decreto Pnrr, per beneficiare della detrazione fiscale sarà sufficiente conservare lo scontrino o la fattura, nei quali è già indicata la modalità di pagamento e poter dimostrare la tracciabilità tramite i movimenti bancari.
In sostanza, la ricevuta Pos diventerà superflua, perché la prova dell’operazione di pagamento potrà essere fornita attraverso la documentazione digitale della banca.
Le novità all’insegna della digitalizzazione non riguarderanno soltanto i pagamenti nei negozi, ma anche quelli effettuati verso la Pubblica Amministrazione tramite canali elettronici, come il sistema pagoPA. Infatti, il decreto prevede che non sarà più obbligatorio conservare la versione cartacea della ricevuta di pagamento. Parallelamente, l’amministrazione pubblica sarà obbligata a verificare l’avvenuto versamento, consultando i propri flussi informatici o quelli della piattaforma nazionale.
In altre parole, l’ente non potrà più chiedere al cittadino di esibire la ricevuta cartacea per dimostrare il pagamento, neppure a fini fiscali o per il riconoscimento di una agevolazione. Meno burocrazia, quindi, perché la verifica dovrà avvenire attraverso i sistemi digitali già disponibili.



