Nella mattinata del 26 maggio si è svolto un ulteriore incontro tecnico volto alle verifiche e valutazioni sulle tabelle relative alle ipotesi di destinazione delle risorse per il rinnovo del contratto.
In premessa, il SIULP ha evidenziato che, dinanzi a un deficit del potere d’acquisto che i poliziotti trascinano da anni, non vi è nulla di cui compiacersi rispetto alle risorse messe a disposizione dall’Esecutivo per il rinnovo del contratto delle Forze dell’Ordine. Purtuttavia, l’impegno del Governo di reperire ulteriori risorse rispetto a quelle già stanziate per il 2027, ha visto la proposta del SIULP di impegnare eventuali somme per la specificità direttamente sulla Previdenza
Dedicata, oggi unica strada percorribile per la definizione nel più breve tempo possibile del contratto, quanto meno per permettere che le somme vadano ad incrementare gli stipendi dei poliziotti il prima possibile, senza restare nelle casse dello Stato.
Ecco perché il SIULP ha chiesto alla Parte Pubblica di accelerare al massimo i passaggi burocratici: le risorse, ad oggi ampiamente insufficienti per garantire un reale recupero economico, devono arrivare subito nelle tasche dei colleghi che ogni giorno garantiscono la sicurezza del Paese tra mille sacrifici. Sul punto appare almeno soddisfacente la convergenza emersa anche dalle altre OO.SS. sulla posizione del SIULP in merito alla necessità di chiudere il contratto quanto prima. Resta il fatto che le somme stimate tradiscono pesantemente le aspettative delle donne e degli uomini in divisa.
Il punto più grave dell’intera trattativa risiede nella totale e continua mancanza di stanziamenti destinati a riconoscere la specificità del comparto. La bozza attuale continua a non prevedere alcuna risorsa per valorizzare la peculiarità, la professionalità e il sacrificio quotidiano delle donne e degli uomini delle Forze dell’Ordine.
Se i numeri appena descritti rappresentano una base contabile asfittica, la nostra battaglia si concentra sulle troppe questioni ancora lasciate inspiegabilmente al palo. A partire dalla PREVIDENZA DEDICATA, la quale, pur non rientrando nelle trattative, resta il tema più sentito e non più rimandabile. Il SIULP, ancora una volta, ha chiesto con forza lo sblocco immediato delle coperture necessarie e l’avvio di un tavolo di confronto specifico su questo tema, vitale per le Forze dell’Ordine, senza il quale il nostro futuro previdenziale rimarrà privo di tutele reali.
Altrettanto inaccettabile è la situazione sul fronte delle indennità connesse alla nostra specificità, dove non si registrano aggiornamenti da ormai 24 anni. L’ultimo intervento strutturale risale al 2002: nel frattempo il mondo è profondamente cambiato, le minacce si sono evolute e i carichi di lavoro sono drasticamente aumentati, a fronte di compensi rimasti anacronistici.
In sintesi, l’ipotesi presentata oggi prevede, a regime dal 2027, un’attestazione del punto parametrale a 207,20 (oggi 195,50), un incremento medio mensile complessivo pari a 188,11 euro. Per quanto riguarda la gestione delle risorse residue, il SIULP ha proposto che quelle relative all’anno 2025 confluiscano sull’indennità pensionabile (soluzione che non genererebbe l’effetto trascinamento sullo straordinario), mentre per l’anno 2026 l’allocazione sarà sul parametro.
Il SIULP ha chiesto, infine, che eventuali residui di risorse derivanti dal superamento della procedura di infrazione siano destinati direttamente al finanziamento della previdenza dedicata.






