Riforma del bollo auto 2026

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Il 1° gennaio 2026 è entrata in vigore la nuova disciplina del bollo auto con l’obiettivo dichiarato di semplificare la riscossione, ridurre l’evasione fiscale e incentivare il rinnovo del parco circolante italiano.

La prima novità consiste nell’eliminazione della rateizzazione per le nuove immatricolazioni per le quali il bollo auto 2026 deve essere versato in un’unica soluzione.

Per chi acquista un’auto oggi, il pagamento della tassa di proprietà va effettuato:

–        per le immatricolazioni effettuate dal 1° al 20 del mese entro la fine del mese stesso;

–        per le immatricolazioni dal 21 a fine mese si ha tempo fino all’ultimo giorno del mese successivo.

L’importo del bollo auto non dipende esclusivamente dalla potenza, ma è influenzato pesantemente dalla classe di inquinamento (Euro 0, 1, 2, ecc.) e si determina consultando la voce P.2 della carta di circolazione (il Documento Unico):

  • fino a 100 kW si applica una tariffa base differenziata per classe ambientale;
  • oltre i 100 kW, per ogni kilowatt eccedente la tariffa aumenta progressivamente.

Nel 2026, i coefficienti per le auto Euro 0, Euro 1 ed Euro 2 sono stati ritoccati verso l’alto in quasi tutte le regioni (Lombardia, Lazio e Campania in primis), con rincari che possono arrivare al 15%. L’obiettivo è chiaro: rendere il possesso di un veicolo obsoleto meno conveniente rispetto al passaggio a un modello ibrido o elettrico.

Il superbollo, anche nel 2026, rimane come addizionale erariale che colpisce le auto con potenza superiore a 185 kW, il suo importo è di 20 euro per ogni kW eccedente la soglia dei 185. Tuttavia, rimane attivo il sistema di riduzione graduale in base all’anzianità del veicolo:

  • riduzione al 60% dopo 5 anni dalla costruzione;
  • riduzione al 30% dopo 10 anni;
  • riduzione al 15% dopo 15 anni;
  • esenzione totale dopo 20 anni (quando il veicolo può essere considerato di interesse storico).

È importante ricordare che mentre il bollo auto ordinario va pagato alla Regione, il Superbollo è un tributo destinato allo Stato e va versato tramite Modello F24.

Ricordiamo che dal 2026, la giurisprudenza e le nuove circolari ministeriali hanno chiarito che il bollo auto è dovuto anche se il veicolo è fermo. La natura della tassa è legata alla proprietà e non alla circolazione. Questo significa che chi ha un debito con il fisco, il debito relativo al bollo auto continuerà a sommarsi anno dopo anno, rendendo ancora più difficile la futura sanzione o la vendita del mezzo.

Esistono ampie fasce di esenzione pensate per supportare le categorie fragili e chi sceglie la mobilità sostenibile.

  • per le elettriche pure è prevista l’esenzione totale per i primi 5 anni. In alcune regioni virtuose come il Piemonte e la Lombardia, il bollo auto per le elettriche non si paga a vita;
  • per le ibride (plug-in e mild) la situazione è frammentata. Molte regioni offrono 3 anni di esenzione, dopodiché il calcolo del bollo auto viene effettuato solo sulla potenza del motore termico, ignorando i kW del motore elettrico.

L’esenzione dal bollo auto per le persone con disabilità è stata confermata con criteri rigorosi. È limitata a un solo veicolo con limiti di cilindrata (2.000 cc per benzina, 2.800 cc per diesel).

Nel 2026, il controllo dei requisiti previsti dalla Legge 104 è diventato digitale: l’Inps comunica direttamente con le banche dati regionali, riducendo la necessità di presentare documenti cartacei ogni anno.

Per quel che concerne l cosiddette auto d’epoca:

  • le auto over 30 sono esenti dal bollo auto di proprietà e pagano solo una tassa di circolazione (circa 25-30 euro) se circolano su strada pubblica;
  • le auto ventennali (20-29 anni) per ottenere lo sconto del 50% è obbligatorio che il Certificato di Rilevanza Storica (CRS) sia trascritto sul Documento Unico di circolazione.

Se ci si dimentica di pagare il bollo auto, il sistema sanzionatorio premia chi si ravvede velocemente:

  • entro 15 giorni è prevista una sanzione dello 0,1% per ogni giorno di ritardo;
  • entro 90 giorni è prevista una sanzione ridotta al 1,67%;
  • oltre l’anno si entra nel regime della sanzione piena, che può arrivare al 30% dell’importo originario del bollo auto, oltre agli interessi moratori.

È possibile pagare il bollo auto attraverso l’App IO grazie alla quale si riceve una notifica in prossimità della scadenza; l’home banking, attraverso il circuito Cbill; il sito Aci, utilizzando lo Spid o la Cie per accedere al proprio fascicolo veicoli; nei punti fisici come tabaccherie, uffici postali e agenzie di pratiche auto (che offrono anche consulenza in caso di errori nel calcolo del bollo auto).

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