Pensioni 2024: tassi di rivalutazione montante e retribuzioni

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Ultimo aggiornamento 05/07/2024

In premessa, ricordiamo che il metodo di calcolo contributivo prevede che l’assegno pensionistico venda determinato attraverso la moltiplicazione del montante contributivo rivalutato per il coefficiente di trasformazione legato all’età del pensionando.

Il montante contributivo è l’importo complessivo dei contributi versati durante la propria carriera lavorativa, rivalutati sino al momento della liquidazione della pensione.

Si tratta di un parametro di fondamentale importanza nel calcolo delle pensioni che rientrano nel sistema contributivo, poiché il montante individuale rappresenta il capitale che il lavoratore ha accumulato nel corso degli anni di lavoro ai fini pensionistici.

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A fronte della Riforma delle Pensioni Fornero, dal 1° gennaio 2012 questo sistema di calcolo si applica pro quota anche a coloro che nel 1995 avevano già almeno 18 anni di contributi, con riferimento alle anzianità contributive maturate successivamente al 31 dicembre 2011, alle quali si applica il sistema di calcolo contributivo.

Per determinare il montante individuale contributivo bisogna tenere conto dei seguenti parametri:

  • la base imponibile annua corrispondente ai periodi di contribuzione obbligatoria, volontaria, figurativa, da riscatto e da ricongiunzione di ciascun anno e pari a:

–  la retribuzione annua, per gli iscritti alle gestioni pensionistiche dei lavoratori dipendenti;

  • il reddito annuo, per gli iscritti alle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi;

il totale dei contributi versati in ciascun anno, calcolati moltiplicando la base imponibile annua per l’aliquota di computo:

  • del 33% per i periodi di contribuzione da lavoratore dipendente;
  • del 24% per i periodi di contribuzione da lavoratore autonomo;
  • dal 24% al 33% per gli iscritti alla gestione separata INPS.

Il montante individuale dei contributi si calcola quindi come la somma dell’ammontare dei contributi di ciascun anno, rivalutato ogni anno sulla base del tasso di capitalizzazione risultante dalla variazione media quinquennale del PIL calcolata dall’ISTAT con riferimento al quinquennio precedente l’anno da rivalutare.

La rivalutazione del montante contributivo deve essere calcolata al 31 dicembre di ciascun anno in base ai dati Istat; con esclusione della contribuzione relativa all’ultimo anno lavorato, con effetto sulle pensioni aventi decorrenza dal 1° gennaio dell’anno successivo. In sostanza, l’ultimo anno di contribuzione non deve essere rivalutato.

La rivalutazione del montante per chi va in pensione nel 2024 (in base al coefficiente di capitalizzazione applicato ai contributi versati fino al 31 dicembre 2022) è pari allo 2,3% e si applica alle sole quote di pensione determinate con il sistema contributivo (i contributi versati nel 2023 ed eventualmente nella prima parte del 2024 non sono soggetti a rivalutazione); per le pensioni retributive e miste, il tasso di capitalizzazione è pari ad 1.

Per calcolare la pensione a partire dal montante contributivo individuale bisogna moltiplicare quello complessivo per il coefficiente di trasformazione (legato all’età anagrafica precisa in cui si esce) e poi dividere per 13 mensilità: si otterrà così l’importo della pensione lorda mensile.

Per sapere a quanto ammonta il proprio montante, basta accedere al proprio estratto conto contributivo sul sito INPS (dal fascicolo previdenziale del cittadino). Contiene tutti i contributi versati con la propria posizione previdenziale, tra versamenti effettivi e figurativi.

All’interno del servizio online, i contributi sono suddivisi in base alle gestioni previdenziali alle quali si è iscritti o si è versato nella vita lavorativa (ad esempio, gestione dipendenti e gestione separata).

La somma di tutti i contributi costituisce il proprio montante contributivo.

 

 

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